Cappelli antinfortunistici e berretti da lavoro: guida alla scelta

    Pratico, leggero e regolabile, il cappello antinfortunistico offre il massimo comfort e la giusta protezione. È infatti adatto in tutte le condizioni di lavoro in cui esiste il rischio di graffiarsi il capo o di subire piccoli urti.

    Il cappello antiurto non può però sostituire gli elmetti protettivi perché non è progettato per riparare da cadute di oggetti o da urti violenti. La sua funzione è infatti evitare lesioni superficiali ma, per le operazioni a basso rischio, il suo impiego è comunque essenziale. È ad esempio la soluzione ideale per elettricisti, magazzinieri e meccanici ma anche in molti altri ambiti.

    Puoi comunque usare un berretto antinfortunistico in un cantiere edile, purché la tua mansione non preveda l’obbligo di DPI per la testa più robusti. Come nel caso dell’elmetto, anche il cappello per antinfortunistica è spesso di colore accesso per garantire la massima visibilità.

    CAPPELLINO DI PROTEZIONE

    Berretto da lavoro antinfortunistico: normativa e colori

    A differenza dei caschi protettivi antinfortunistici non esiste però alcuna regolamentazione riguardo i colori di un cappello da lavoro. Di solito però il berretto antinfortunistica da cantiere giallo è uno dei più richiesti, così come quello rosso. Sono entrambi visibili a distanza e anche in presenza di condizioni meteo sfavorevoli. Se però lavori in ambienti con scarsa luminosità, la scelta migliore è sicuramente un cappello antiurto catarifrangente, riconoscibile anche al buio. La scelta del colore del berretto è quindi del tutto personale e non è in alcun modo correlata al ruolo di chi lo indossa.

    La normativa però prevede anche per i cappelli antiurto il rispetto di standard costruttivi e qualitativi che ne accertino l’efficienza. I berretti certificati sono quindi sottoposti a rigorosi test volti ad identificare la resistenza all’impatto e la resistenza alla penetrazione.

    Spesso si sente parlare erroneamente di berretto antinfortunistico EN 397. Si tratta in realtà di un’imprecisione, la definizione corretta è berretto antinfortunistico EN 812. La normativa EN 397 si riferisce infatti agli elmetti protettivi e non al cappello antiurto. Quest’ultimo è regolamentato dalla norma europea EN 812 che riguarda i copricapi antiurto per l’industria e ne specifica i requisiti fisici, prestazionali e di marcatura.